Nasce il “paese ritrovato” per i malati di alzheimer

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villaggio alzheimer

Inaugurato il primo villaggio studiato e realizzato completamente a misura dei malati di Alzheimer

Il “paese ritrovato”, il primo villaggio italiano inaugurato a Monza e  realizzato per i malati di Alzheimer.

Costruito in poco più di un anno accanto alla Villa Reale voluta da Maria Teresa d’Austria per il figlio Ferdinando, è stato studiato nei minimi particolari per aiutare gli anziani ad arrivare al minimarket, al parrucchiere, al teatro, al cinema e alla chiesa.

Le abitazioni sono di colore ben vivace e con righe orizzontali. Tutto ciò serve per stimolare la propria memoria e indipendenza perché, secondo gli studi, questo migliora la vita dei malati riducendone lo stress, la rabbia e l’uso dei farmaci.

Quando ci siamo resi conto che l’Alzheimer e le altre forme di demenza fossero le malattie del secolo e che i casi raddoppieranno nei prossimi vent’anni abbiamo capito di dover fare qualcosa“. Così parla Roberto Mauri, l’ideatore del progetto e direttore della cooperativa «La Meridiana» che da 40 anni si occupa di garantire servizi per il benessere degli anziani.

Per prendere ispirazione è volato in Olanda, dove da 10 anni esiste già qualcosa di simile, anche se l’idea di Mauri era quella di creare un villaggio che non avesse per niente l’aspetto di un alloggio per anziani.

Inoltre alcuni allievi dell’Università di design hanno progettato un armadio “intelligente” per aiutare a scegliere gli abiti da indossare illuminando in sequenza i cassetti dell’intimo, delle camicie, dei pantaloni, delle calze e delle scarpe.

All’interno del villaggio ci saranno 55 operatori, sia presenti nelle abitazioni degli anziani sia educatori, psicologici, terapisti che vestiranno ruoli diversi: dal commesso del minimarket alla parrucchiera, dalla cassiera del cinema al barista. «Tutto personale formato – aggiunge Mauri- per gestire la relazione con il malato e stimolare le sue capacità residue».

Il “paese ritrovato” non vuole essere un luogo di cura, ma di vita dove le persone sono libere di scegliere a che ora svegliarsi, cosa andare a comprare, cosa preparare per pranzo e se uscire“.