Sono state trasformate in note le vibrazioni emesse dalle onde magnetiche nella nube di polveri e gas della costellazione “Mosca

Un gruppo di ricercatori guidati da Aris Tritsis e Konstantinos Tassis, dell’Università di Creta e della Fondazione greca per la Ricerca e la Tecnologia – Hellas hanno pubblicato sulla rivista scientifica “Science” la “Canzone della Mosca”.

Le vibrazioni prodotte da veloci onde magnetiche nella nube di polveri e gas della costellazione Mosca, destinata a formare stelle e pianeti, sono state trasformate in note, creando una melodia.

Grazie ai dati raccolti dal satellite Herschel, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), i ricercatori hanno scoperto che le venature si sono formate perché la nube vibra come una campana che suona dopo essere stata colpita.

“Proprio come un violoncello e un violino emettono suoni molto distinti, così le nubi con dimensioni e strutture diverse vibrano con frequenze diverse, cioè ‘suonano’ diverse canzoni” ha scritto così, sul sito Sciencealert, Tritsis che lavora anche all’università Nazionale Australiana.

La musica è in realtà il pretesto per approfondire i meccanismi che controllano la nascita delle stelle e che da decenni affascinano astronomi e astrofisici.

Calcolando le frequenze della vibrazione, i ricercatori hanno ricostruito l’intera ‘canzone’ di Mosca: l’analisi delle frequenze ha permesso di ottenere un’immagine tridimensionale della nube e capire che ha la forma di un foglio largo circa 27 anni luce e profondo 20 anni luce.

Anche se la composizione musicale con i gas della galassia può sembrare un’idea innovativa, così non lo è.

Nel 1619 Giovanni Keplero scrisse ‘The Harmony of the World’: l’astronomo descriveva i pianeti come note musicali basate sulle loro velocità orbitali.

Altro esempio simile è il duetto musicale creato dal project manager Domenico Vicinanza utilizzando per 36 anni il rilevamento di raggi cosmici attraverso le sonde Voyager.

Oppure ancora, il brano musicale dell’astronomo Mark Heyer usando in brano musicale 20 anni di segnali raccolti dai radiotelescopi, il movimento dei gas nella galassia.

Delle vere e proprie “armonie celesti”.