Francesco, disabile: «Lo sport mi fa sentire libero»

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Francesco Maria, dai 6 anni è sulla sedia a rotelle. Oggi, fa le gare di vela con i normodotati grazie al Progetto VelAccessibile.

Francesco Maria Maglione, nel 2006, a soli sei anni, a causa di un incidente stradale, perse l’uso delle gambe. Oggi studia al liceo classico e racconta che in questi anni non c’è stato giorno in cui non abbia fatto una dura riabilitazione.

Grazie al supporto dei genitori e dei due fratelli non si è mai scoraggiato, arrivando, oggi, ad essere uno sportivo che gareggia anche contro i normodotati.

La sua passione per lo sport, più precisamente per le barche a vela, è iniziata quando un giorno, dopo aver seguito il fratello che gareggiava al Campionato italiano classi olimpiche a Napoli, ha visto che esistevano barche da vela paralimpiche.

Così, ha deciso di scrivere alla Federazione mettendosi in contatto con l’Asd Peepul, che organizza corsi di vela per disabili.

Dopo un primo corso base, riesce ad arrivare all’agonistica entrando nella classe di vela 2.4, classe in cui partecipano insieme normodotati e paralimpici perché la barca permette di veleggiare nelle stesse condizioni.

Ha gareggiato la prima volta l’anno scorso a Porto San Giorgio; poi è stata la volta della prima regata internazionale paralimpica a Genova con gli European paralympic youth games.
Lui era al timone e il suo compagno Alessandro alla vela; sono arrivati ultimi ma «forse – dice Francesco –  perché non ci conoscevamo, ma già partecipare è stata un’esperienza entusiasmante».

I giochi erano organizzati come mini Olimpiadi con tanto di cerimonia di inaugurazione e molti altri sport e ha potuto conoscere così nuovi ragazzi da tutta Europa.

Per Francesco, però, questa volta davvero “l’importante è stato partecipare”, perché questo sport dà sicurezza a lui stesso e agli altri. Infatti non è visto piu come disabile ma come sportivo siccome adesso gli viene chiesto come sia andato l’allenamento e non la riabilitazione.

«Non ero mai stato in barca a vela – dice – ma il mare mi ha dato un grande senso di libertà e sentirmi trasportato dal vento senza barriere è stata una sensazione importante».